Dopo la febbre da cavallo sono tornato a scommettere



Di scommesse ne capisco. Ho esperienza, confidenza con l'ambiente, sogno il giusto sulle vincite ma soprattutto so perdere. Fondamentale, come saperle prendere quando si vuole boxare.

Una scommessa atipica l'ho fatta venendo a Tokyo. 

Marica mi chiede sempre quanto paghi la vincita, io che so perdere faccio i conti su quello che perderemmo se andasse male.
Non ho una stima per nessuna delle due opzioni. So che ho messo tutto quello che avevo, non c'era l'importo.  E' atipica.
Quando ho paura mi chiedo quanto impiegherei a ripartire da dove mi sono fermato. Non molto.  (Purtroppo o per fortuna?)

Questa è una scommessa col destino, con gli scettici, con noi stessi, con le paure, con Matilde e con molto altro. Non ha tante spiegazioni.
E' una di quelle cose per cui Dan Wieden spenderebbe semplicemente il suo "Just Do It". O almeno spero.

Scommettere non è obbligatorio, è una scelta. Se fa per te: elabori, scegli, punti, aspetti e incassi quello che viene. In quest'ordine.

Ho pensato ieri alle scommesse passando la mia giornata al Tokyo Racecourse, definirlo ippodromo è riduttivo.
E' grande. Molti giapponesi ci passano le loro giornate scommetendo.
Non ho puntato, non era il tipo di scommessa per me; si capiva tutto, niente cavalli dopati e tutto funzionava perfettamente.
Si vedeva bene, l'orizzonte era limpido e i sogni dei giocatori ordinati.  Ho avuto paura.

Nella mia scommessa l'orizzonte è tutt'altro che limpido, ci sono molti cavalli dopati, le cose non funzionano quasi mai perfettamente e i miei sogni sono disordinati. Ho spesso paura.

Non è la febbre del gioco, non è la febbre.  E'  solo gioco, ecco perché a volte non ci capiamo. Ecco perché non ho risposte.

Quando le nostre posizioni sembrano scontrarsi, distanti, nemiche penso che non potremo giocare assieme.
Ecco cosa mi rende triste più di una sconfitta.

7 Response to Dopo la febbre da cavallo sono tornato a scommettere

October 19, 2009 2:10 PM

Il post più personale che ho letto da quando seguo il blog.
Credo sia inevitabile dopo tanti mesi fuori, chiunque abbia avuto un'esperienza lunga all'estero credo possa capirti.

October 19, 2009 2:18 PM

Forza forza forza. Leggo il vostro blog da qualche settimana e mi sono affezionato alle vostre "avventure".
Non mollate.

October 19, 2009 2:21 PM

Già il fatto che siate là è una vittoria! La paura fa parte dell'uomo e nel vostro caso la paura è normalissima dato che vi siete messi in gioco. LOTTATE!!!

Forza Alessio e Marica!!!

October 19, 2009 6:16 PM

ganbatte kudasai!
(forza e coraggio)

October 19, 2009 8:58 PM

Non aver paura Alessio, la paura uccide, e se ti vince sei fermo e daccapo. Io so che in realtà ce la potete ancora fare, con calma, riavvolgi il nastro, la pellicola e vedi di capire come muoverti al meglio. La paura fa, comunque parte di noi, quindi capisco che da qua a là le cose s'intravedono con due prospettive differenti.

Ti sono vicina, se ti può consolare ma non devi arrenderti per te e per la tua famiglia.

Complimenti per questo bellissimo post. Hai dato aggancio a ciò che nel precedente ti si chiedeva di dire. Eccolo qui. A modo tuo.

FORZA ALE-CHAN!! ^__--

October 20, 2009 9:14 AM

Non penso che ne uscirai perdente.
Perche' l'esperienza che stai facendo comunque sara' importante.
E la famiglia e' unita e vi divertite!

Al
October 20, 2009 2:21 PM

sicuramente si puo "giocare assieme", anche perche io sono un altro che ama il gioco e spesso ne ho pure pagate le care conseguenze...

sono post sinceri come questo la strada per farti sentire piu vicino da tutti i lettori :)

forza!
e sappi che in caso di mancata vittoria non avresti perso granche` ;)

 

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