Ritorno sui miei passi ?
Mi ritrovo a fare due conti...
da metà Marzo sarò in Italia e vivo la cosa combattuto tra due sensazioni: il ritorno al punto di partenza e una breve sosta prima di ripartire. L'Italia è per me entrambe le cose.
Non avendo ancora deciso per dove ripartire, il "ritorno al punto di partenza" vale più della "breve sosta".
Questo ha a che fare col metro di giudizio che utilizzo per successo e soddisfazione personale.
Ognuno ha il suo.
Il mio è cambiato di recente e questi ultimi 9 mesi tra Giappone, Italia e USA hanno fatto la loro parte. Tutto.
L'elemento chiave non è nei km, nei visti, nella lingua o nella diversità culturale, non è nelle nuove amicizie (sante) o nei nuovi incontri. Queste sono esperienze e ricordi di viaggio.
In Giappone e in USA l'elemento chiave è stato lo stesso: togliere (inconsapevolmente) i punti fermi e uscire dalla comfort zone così tanto da dimenticarla. Esiste?
Ecco perché l'idea dell'Italia non suscita in me un sentimento univoco.
Se mi sono chiesto in passato come cambiare il mio punto di vista, come modificare le mie credenze, ho trovato nello stile di vita degli ultimi 9 mesi la risposta. Non pensavo a questo quando progettavo il tutto a inizio 2009, pensavo quello che le mie credenze e il mio punto di vista mi offrivano, una cosa simile a:
"Andiamo in Giappone, facciamo una grande esperienza e sfruttiamo la nostra diversità al meglio nella carriera e magari dopo un paio di anni torniamo in Italia".
Il tutto sottotitolato con scadenze chiare, casa, lavoro, entrate sicure, assicurazioni e altre sorprese dell'uovo di Pasqua.
Non è successo e le mie convinzioni sono cambiate, non so come mettere in relazione le due cose ma non credo che una sia causa dell'altra.
Ora che mi appresto a entrare in un'altra casa, a rifare i bagagli e a mostrare il passaporto, mi accorgo che anche volendo non potrei tornare sui miei passi.
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Alessio

3 Response to Ritorno sui miei passi ?
Dopo la pausa italiana prova con la costa ovest!
Ciao Alessio,
sono d'accordo con quello che hai scritto.
Io penso che tornare sui propri passi non sia una sconfitta anzi a volte bisogna fermarsi un'attimo per fare ordine e ripartire alla grande.
che bel post. che bel post.
allora è successo che partendo il mondo ha scardinato le prospettive salde con le quali affrontavi l'altrove. le prespettive italiche, se posso dirlo, muovendo una neanche molto velata critica al provincialismo italiano, che ti proeittavano in un idea di lavoro/casa, anche in un paese nuovo. invece non è cosi. e questa credo sia la piu grande conquista che uno possa avere, nella vita. scoprire che quelle prerogative di lavoro/casa non sono cosi necessarie.
mi dispiace se ad impedirvi la permanenza sia stata una questione di visti e cittadinanza, perche trovo sia crudele impedire alle persone di vivere la propria libertà a causa di una cittadinanza. però immagino non vi fermerete, e capisco cosa intendi con l'idea di tornare in italia ma con un approccio diverso. quell'approccio vi terrà salutarmente lontani dal paradigma casa/lavoro. e quindi dalle prigioni che ne conseguono. bravi. ciao.
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